Il meglio di stagione: gli articoli americani della primavera 2020

Questa è stata una primavera che di certo non dimenticheremo. Tutto il mondo è stato coinvolto dall'emergenza sanitaria e dagli Stati Uniti è partita una nuova ondata di protesta antirazzista. Forte, sofferta, lunga, esasperata. Il coronavirus ha messo a nudo disuguaglianze sociali persistenti e, insieme, ha permesso a tutti di avere più tempo per osservarle, a volte proprio per constatarle, queste disuguaglianze. L'omicidio di George Floyd e il video con cui la sua morte si è ripetuta atrocemente di ora in ora, di città in città, hanno infine fatto esplodere la sofferenza di una popolazione tesa, preoccupata, disunita eppure tenace. Il virus del razzismo è ben più vecchio del COVID-19: gli Americani hanno dimostrato di non essere affatto intenzionati a lasciarlo serpeggiare ancora per molto.


Gli articoli che hanno raccontato l'unicità di questa primavera sono stati tantissimi e tantissimi ne ho letti. Quelli selezionati per questa rassegna non sono necessariamente i migliori in termini di spiegazione dei fatti, bensì i più suggestivi in termini di racconto. Di persone, relazioni ed eventi. Anche quando il linguaggio non è quello delle parole bensì fotografico. Non mancano, in ultimo, quello che da queste parti ci appassiona di più: i libri! Buona lettura.

  • Relazioni, dicevamo: quelle che rischiavamo di perdere in quarantena ma che in realtà hanno svelato il carattere più forte e adattabile. Come racconta questo splendido collettore di storie californiane: dai complessi residenziali con piscina alle case di cura, dagli studenti davanti a Zoom agli animali allo zoo. Questo è il racconto (corredato di bellissime foto) di come separazione e isolamento non significhino disconnection.

  • E se qualcuno la quarantena l'ha fatta da solo? Anzi, da sola? Un altro bellissimo articolo del Washington Post racconta l'esperienza di 7 donne, dai 24 agli 86 anni, chiuse in casa ognuna con le proprie diversità, aspettative, progettualità. Da Boston a Santa Monica, dalla Florida all'Illinois.

  • New York è stata l'epicentro dell'epidemia negli Stati Uniti ma anche l'epicentro del nostro immaginario: è stato quando il virus ha svuotato le sue strade e zittito i suoi quartieri che abbiamo capito che la situazione si era fatta grave per davvero. Ci ricorderemo a lungo di queste 17 illustrazioni surreali delle città realizzate da 17 diversi artisti newyorchesi affacciati alle proprie finestre e di queste fotografie disturbanti: New York non è stata progettata per essere vuota. Soprattutto se a popolare le strade rimangono soltanto i senzatetto (protagonisti di un altro servizio fotografico decisamente intenso), per cui l'ordine "shelter in place" ha un significato particolare.

  • Molto lontano da New York, in un paesino rurale del South, quello che era uno dei principali luoghi di aggregazione sta scomparendo: come cambierà questo paesino - e tutti gli altri come questo - senza la gas station? Risponde un altro di quei servizi per cui parlano tanto le immagini quanto le parole.

  • Non sono soltanto le gas station a scomparire negli Stati Uniti, ma intere epoche: come quella delle ragazze della Generazione Y, le ultime adolescenti senza internet, protagoniste di un ritrovamento fortunato.

  • A proposito di teenagers, Teen Vouge ha pubblicato un articolo agghiacciante, che non dovrebbe esistere proprio perché non dovrebbero esistere i presupposti per pubblicarlo: spiega super dettagliatamente come riprendere azioni di sopruso perpetrate dalla polizia in modo sicuro e corretto .

  • Se siamo ancora qui a chiederci perché la polizia americana uccide i neri e perché dobbiamo gridare Black Lives Matter, questa è la risposta. 

  • Non è solo una questione di razzismo episodico o intenzionale: si tratta più precisamente di un'impostazione culturale che riguarda tutti noi. Tutti noi, anche te. Basta pensare alle serie tv che guardiamo da anni: prima quelle che raccontano i poliziotti e poi quelle che invece raccontano i neri.

  • E se quest'estate molti americani stanno pensando di ripiegare su un on the road tra i confini nazionali, sappiate che quegli americani che lo pensano sono tutti verosimilmente bianchi. Avete mai sentito parlare del Green Book e delle sue conseguenze? Questa è una storia difficile da dimenticare

  • A volte anche per le donne viaggiare significa mettersi in una situazione di pericolo. Non per le protagoniste di questi 7 libri, però: per loro il deserto è la migliore delle compagnie. Tra l'altro, il deserto e la frontiera hanno smesso di essere quella cosa raccontata solo e sempre dai libri western. Qui ci sono 9 esempi di diverse American West, raccontati da autori nativi e afroamericani. 

  • Infine, per chiudere, il più completo degli auguri di buone vacanze: 29 libri che ci scrolleranno di dosso la stasi di questi mesi.