La vacanza è un rito sacro | Burning Man


Per secoli, i viaggiatori della Via della Seta incrociavano i loro cammini nei caravanserragli, trafficate fermate di carovane che offrivano ben più di un semplice riparo dalla selvaticità del deserto: erano centri vitali di scambio culturale che raccoglievano, da tutti i punti del mondo, commercianti, pellegrini, monache, nomadi, vagabondi intrattenitori e folli avventurieri, ognuno a condividere la propria storia attorno a un fuoco.

Questa è una delle mie Figurine, la collezione di curiosità americane più o meno introvabili.

Livello di introvabilità di questa figurina: basso.

È stata tratta (e liberamente tradotta) dal sito stesso del Burning Man, in quella zona della home page dove si descrive l’art theme dell’edizione 2014: il caravanserraglio (caravansery in originale), ovvero quel ricovero sulla strada del deserto, composto da un porticato e un cortile, dove le carovane interrompono il loro cammino e si ristorano. Ogni estate, da ormai quasi trent’anni, il Burning Man presenta, insieme a un elenco di rigide regole da tenere in considerazione per non devastare il deserto, un tema aggregatore che serve ai partecipanti per coordinare costumi, installazioni, performance e ogni altra – richiestissima – espressione artistica del sé. Droghe e musica incluse.

Quest’anno il Burning Man avrà luogo dal 25 agosto al 1° settembre. Non vi consiglio di andare se non dopo aver letto la guida alla sopravvivenza alla prima volta, ma invece ci tengo, con questo post e questa piccola storia, ad augurare a tutti voi un’estate piena di festa, colore, sacralità e compagnia.

Un’estate di libertà.


La McMusa onora il riposo e per tutto il mese di agosto sarà offline. Nel caso vogliate rileggere il meglio del 2013/14, collegatevi alla pagina Facebook del blog ogni giorno alle 12: grazie alla fantastica funzione “Schedule”, vi riproporrò le migliori recensioni, i personaggi e le scoperte più interessanti, gli album di foto più belli di questo anno (scolastico) giunto oggi, per me, alla sua fine.

Un abbraccio a Thomas Guiducci, che ha insistito perché facessi la Figurina di congedo estivo e che senza di lui il blog sarebbe di sicuro molto meno stiloso, e un cenno doveroso a Jason Mongue, autore della foto usata nella Figurina e del bel video lassù.

Enjoy your damned holidays, my friends 😉

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