States of Decay | Le più belle immagini della decadenza

Due giovani fotografi inglesi si incontrano in un pub: è una sera del 2011, è Londra, è un tempo di rivalità tra i due perché entrambi, nella loro ricerca artistica, si stanno occupando di bellezza e decadenza, soprattutto decadenza urbana. Entrambi si chiamano Daniel, potrebbero davvero guardarsi in cagnesco, ma no, da quella sera i due diventano amici. Da quella sera diventano “the Dan duo” e iniziano a viaggiare insieme, come due “urban explorers”, inseguendo il sogno di catturare la bellezza nel mezzo della desolazione degli edifici abbandonati.

Daniel Barter, 29 anni, e Daniel Marbaix, 33 anni, intraprendono quindi alcuni viaggi in giro per il mondo e pubblicano a luglio 2013 la loro prima raccolta di fotografie realizzate insieme: States of Decay, dove States è l’America e Decay è – appunto – la decadenza.

If America is the Roman Empire of our time, then New York City is Rome. The pulsating heart of the West pumps greenbacks through the veins of Manhattan, the richest place in the world. Power emanates from its corporate brains and financial muscle across the whole surface of the globe. So how is it that even in the body of America, land of eternal youth, there is failure, death and decay hidden just beneath its glossy surfaces?

Senza specificare la provenienza esatta di ogni singolo scatto, ma permettendo piuttosto a chi guarda le immagini di cercare da solo il senso e la connessione interiore di ogni soggetto, i due Daniel hanno scelto alcuni luoghi una volta collettivi dell’America del NordEst (ad esempio: il Seaview Tubercolosis Sanatorium di Staten Island, lo Steubenville Steel Works in Ohio, il Rockland Psychiatric Hospital e il Buffalo Central Terminal nello Stato di New York, e altre scuole abbandonate, asili, ex fabbriche, depositi in disuso, teatri, fornaci, prigioni e cattedrali tutti diroccati) e ne hanno catturato la caduta, lo svuotamento, il passaggio dal tempo della funzione a quello dell’oblio.

Gloriosi complessi urbani industriali come Pittsburgh e Philadelphia, Buffalo e New York (la famosa e infame Rust Belt, la cintura dell’industria pesante americana una volta dismessa e diventata postindustriale) vengono trasfigurati, nella raccolta dei due Daniel inglesi, nella desolazione dei dettagli che una volta furono vita, lavoro, fatica, togetherness, voce e futuro, e oggi sono morte, nulla o, semplicemente, eterna attesa.

Buona visione.






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