Una nuova corrispondenza | Sogna Americano


Ovvero: perché e come è nata una nuova newsletter della McMusa

In questi ultimi giorni ho ricevuto tre lettere di carta da tre amiche che vivono all’estero. Una di loro, in particolare, si ostina a scrivermi lettere dalla Scozia da anni nonostante io non le abbia mai risposto nello stesso antico e caloroso modo, e dunque non sa – perché non gliel’ho mai detto – che ogni volta che leggo Royal Mail sul retro della sua busta vivo cinque minuti (almeno) di frizzantissima attesa. Dalla cassetta delle lettere alle scale all’entrata in casa al togliermi la giacca al lavarmi le mani al levarmi le scarpe al mettermi comoda sul letto. Sul letto dove l’attesa finisce e, insieme alla busta, si apre una finestra di affetto tra i miei occhi e le sue parole che mi fa dimenticare che certe cose non sono più reali (io e lei nella stessa città a condividere torte e pomeriggi) o attuali (io e lei a spettegolare dei prof dell’università adesso sostituiti da amore e lavoro) o frequenti (io e lei a scambiarci sms o mail invece di rare lettere cartacee).

Un’altra cosa che Aurora non sa è che questa sua deliziosa ostinazione mi ricorda la mia e, anzi, la alimenta, le dà solidità e compagnia. La romantica ostinazione di Aurora per le lettere di carta supporta la mia altrettanto romantica ostinazione per l’American Dream, un’idea, una visione, una propulsione già proclamata morta da decenni, o se non proprio morta almeno morente, inattuale, vuota.

Palle.

Grandissime, gigantesche palle di chi non riesce più a sognare perché prosciugato dalla sua stessa aridità.

Cambiano le epoche storiche, tramontano le ragioni che fanno sognare, muoiono i sognatori, ma la sostanza del sogno, la spinta verso la creazione di un mito con cui attraversare i tempi, quella non muore mai. Soprattutto quando si parla di America, una terra che è ancora piena di possibilità e che, nonostante tutto, stimola ancora le persone a spingersi oltre i propri confini.

Un omaggio al decadentismo del sogno americano: tramontato più volte, c’è ancora qualcuno che lo insegue e ne è ispirato.

Questa è una delle mie Figurine, la collezione di curiosità americane più o meno introvabili. 

Livello di introvabilità di questa figurina: bassissimo.


Ecco perché, dopo aver scartato la busta Royal Mail di Aurora, ho deciso di diventare per voi quello che lei è per me: una lettera nella vostra cassetta della posta con cui aprire finestre immaginarie su un sogno forse antico ma pur sempre vivo.

Vi presento dunque #SognaAmericano. Una newsletter mensile completamente nuova rispetto a quella che avete ricevuto fino ad oggi, con dentro cinque cose: una storia a tema, tre consigli americani sullo stesso tema (libri, serie tv, fotografie, canzoni, articoli) e il calendario delle mie attività. Intima, personale e curiosa, la mia newsletter non sarà più un luogo di comunicazioni di servizio bensì un servizio per una comunicazione che esige il suo spazio 😉

Per iscrivervi compilate questo semplice form oppure usate la mia pagina Facebook. Un piccolo assaggio di sogno è in serbo per voi alla fine dell’iscrizione!

Se siete già iscritti è perché in questi mesi ho raccolto i vostri indirizzi mail durante i corsi o dal blog. Quindi per voi non cambia nulla, se non che potete disiscrivervi e iscrivervi di nuovo per ricevere l’assaggio di sogno di cui sopra.

Allora? Vi va di crederci ancora un po’ nel sogno americano? Spero tanto di sì!

Se le Figurine vi piacciono e volete collezionarle tutte, una volta al mese affacciatevi qui, nella vostra nuova edicola americana del cuore. Non si fanno mai promesse che non si possono mantenere ma io vi dico che qui di doppioni non ne troverete mai!

La realizzazione grafica delle Figurine (prima e seconda edizione) è a cura dell’ormai leggendario e fedelissimo Thomas Guiducci.

#americandream #letteraturaamericana #newsletter #ontheroad