D come Dacci Dentro: il regalo di compleanno della stampa nazionale

Nel giro di un weekend la mia vita è cambiata. Come dice la mia amica Valentina, apparentemente di concreto ho fatto poco, eppure è evidente che nei mesi passati ho creato, canalizzato e surfato l’energia in modo tale che una cosa del genere non solo accadesse ma accadesse così.

Giovedì scorso ho concluso una collaborazione lavorativa che mi garantiva metà stipendio per dedicarmi esclusivamente alla mia pluriforme attività americana. Un rischio, certo, meditato per lungo tempo, studiato nei minimi dettagli e spesso troppo temuto finché non ho deciso che se non ora quando? Leggerezza. Venerdì ho iniziato i festeggiamenti per il mio trentatreesimo compleanno in compagnia del mio caro Matthew McConaughey alla libreria Therese di Torino: un’ora di chiacchiere su True Detective e la certezza che raccontare queste cose a persone curiose e interessate è veramente quello che voglio fare da grande. Anche in altre forme, ovviamente (il blog in primis), ma veramente lo voglio fare. Solidità. Sabato ho continuato a festeggiare con gli amici e, a coronare il piacere dello stare insieme davanti a un brunch american style, è arrivato il regalo della stampa nazionale: una pagina intera su D di Repubblica dedicata al blog, ai corsi di Letteratura Americana e ai tour letterari Book Riders che organizzo con XPLORE. Emozione totale. Pensate che l’intervista l’avevo fatta tra gennaio e febbraio, in piena promozione Book Riders (ricordate? ero un filino martellante) e la redazione ha deciso di pubblicarla il 25 aprile: il giorno dopo il mio compleanno, due giorni dopo aver lasciato il lavoro, tre giorni prima del lancio del nuovo tour in California (lo scoprirete domani).

Vi rendete conto?

Se è vero che i 33 sono l’età divina, allora a me sembra che il primo miracolo l’abbiamo fatto. Adesso cerchiamo solo di non finire crocifissa 🙂


[Ripropongo qui il pezzo uscito su D, commentato da me a freddo.. i commenti a caldo sono stati solo gridolini di gioia]

ON THE ROAD. QUANDO UN’IDEA DIVENTA BUSINESS di Luciana Grosso

L’amore per l’America si trasforma in professione: così una giovane di Torino, insieme a un tour operator, si è specializzata in viaggi di cultura a stelle e strisce.

Mettere insieme tre passioni e farne una professione [love is power]. Non sempre è facile, specie se quella professione la si crea dal nulla [true]. Ci è riuscita Marta Ciccolari Micaldi, editor, scrittrice e anima vagabonda [questo è il pezzo che ha fatto commuovere mia madre], curiosa e onnivora [sempre con criterio, eh], con il pallino per tutto quello che arriva dagli Stati Uniti – dai libri al cinema fino alle serie tv [e, aggiungerei, alcuni vips particolarmente meritevoli d’attenzione]. Così un giorno Marta si inventa il “business” McMusa [ero sotto la volta della porta della mia vecchia mansarda: quel momento in cui ho pensato “mettiamo insieme le mie iniziali con quelle degli United States of America e vediamo cosa viene fuori” lo ricorderò per sempre.. era stato così facile.. stavo per cucinarmi delle melanzane per cena però, chi mai avrebbe pensato al business in quel momento?]: nasce in forma di blog, il progetto cresce evolvendosi in frequentati corsi di letteratura e cultura made in Usa. Oggi cambia ancora pelle trasformandosi in una nuova attività, quella di portare in giro gli appassionati, i “Book Riders“, grazie anche alla collaborazione con un tour operator specializzato in viaggi in Stati Uniti e Canada, Xplore [questa escalation è la parte che mi gasa di più].

«L’obiettivo», spiega Marta Ciccolari Micaldi, «è raccontare la letteratura e il cinema americani partendo dalla geografia, dai luoghi in cui le opere che più si amano sono nate o si svolgono» [letteratura + geografia = McMusa. Oh yes!]. Nel 2013 sono partite le prime lezioni (il pacchetto di 8 costa 150 euro) dedicate al Pacific Northwest e al lato più oscuro della California, lontano da spiagge e surf (il ciclo è stato battezzato “Californoir”); ma è solo da poco che sono stati avviati i nuovi corsi di letteratura e cultura americane, tutti a Torino [anche Ivrea e presto Bologna poi probably Milano] ma frequentabili anche via Skype [vero, anche se ci sono diverse cose ancora da migliorare], dedicati agli stati della Louisiana [#magicLouisiana] e dell’Illinois [il primo amore, lo stato in cui ho trascorso più tempo in assoluto]. La differenza è che questi avranno anche una declinazione più concreta e porteranno fisicamente sui luoghi di cui si è letto e visto [anche gli altri la avranno, pian piano]. «È dallo scorso autunno», continua l’ideatrice, «che abbiamo deciso di fare un passo avanti. Dai corsi e incontri ora siamo passati a organizzare viaggi oltreoceano, veri e propri tour cultural-letterari, lontano dagli itinerari tradizionali. Chi va in America, molto spesso, si limita a visitare le più celebri attrazioni turistiche, magari va solo a New York, se ama i telefilm si reca in pellegrinaggio davanti alla casa di Carrie Bradshaw, oppure ripercorre i set della California [cose che ovviamente ho fatto anche io con immensa gioia]. Ma c’è tanto altro ancora che difficilmente entra nelle mappe dei viaggiatori». Anche itinerari decisamente fuori mano e poco battuti, «come la Louisiana malconcia della serie tv True Detective o l’Illinois periferico degli scrittori David Foster Wallace o Edgard Lee Masters. L’idea è di portare lì gli appassionati, ma anche far conoscere quei luoghi che per la maggior parte delle persone esistono solo sulla carta o dentro uno schermo». Il calendario completo è sul sito http://www.lamcmusa.com [presto ci sarà anche un altro sito e più pagine per i Book Riders] (email: info@xploreamerica.it). [Allora? Partiamo?]


Lo scatto di Elena Datrino per #FaccedaBlogger chiude il pezzo.


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