Il meglio di stagione: i libri dell'inverno 2021

Sono tutti western o country, è bene che lo sappiate subito. Non sono gli unici libri che ho letto, come potete immaginare, ma sono quelli che ho deciso di inserire in rassegna per due motivi: da un lato il galateo mi impone di non fare preferenze tra i quattro libri dei colleghi giornalisti che ho intervistato per il Tonight Show with La McMusa; dall'altro trovo sia particolarmente interessante rivolgersi al western contemporaneo per capire in che modo alcuni miti non solo abbiano forgiato l'identità americana ma non si siano affatto fermati all'Ottocento o all'inizio del Novecento.


Queste storie ci riguardano, se vogliamo conoscere e capire di più cosa fanno donne e uomini, famiglie e individui, natura e civiltà dall'altro lato dell'oceano.


  • She Come by It Natural 🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸 | Dopo aver letto e raccontato il suo Heartland nell'ultima puntata del podcast Black Coffee Sounds Good, ho voluto ascoltare Sarah Smarsh ancora e ancora! Dico ascoltare perché il suo libro su Dolly Parton l'ho goduto in forma audio, letto dalla stessa autrice: Sarah racconta, infatti, in che modo la grande icona del country americano, Dolly Parton, ha portato alle orecchie di tutto il mondo storie di ragazze bianche povere come quelle a cui le stessa apparteneva durante la giovinezza in Kansas.

  • Distanza ravvicinata 🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸 | La parola che troverete ripetuta più spesso in questa celebre raccolta di racconti è "ranch": Annie Proulx, infatti, ci porta a vivere il mito del West - in particolare quello che si respira ancora oggi nelle sterminate terre del Wyoming - recintandolo nel privato delle famiglie e del lavoro dei cowboy. È solo così, infatti, che possono emergere sentimenti, dinamiche, zone d'ombra e rivelazioni sintomo di una modernità altrimenti schiacciata dal peso della narrazione mitologica. Questa, inoltre, è la raccolta dove campeggia trionfante, alla fine, lo splendido racconto Brokeback Mountain.

  • Il paese di Dio 🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸 | A proposito della modernità del western, Percival Everett compie un lavoro autoriale di interessante decomposizione e ironia: al centro del suo romanzo, infatti, troviamo un cowboy a cui viene incendiata la casa e rapita la moglie da un gruppo di malviventi travestiti da indiani. Incapace di reagire e vendicarsi come farebbe un cowboy degno di questo nome, chiede aiuto a un nero e con lui intraprende un'avventura grottesca che rivelerà tanto la sua incapacità di aderire al mito quanto il reale eroismo del suo compagno. Un dettaglio non trascurabile: Percival Everett è afroamericano.

  • Verso Ovest 🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸 | Ma cos'è questo mito del West? Da dove ha origine e cosa significa per la coscienza dell'America? Risponde questo splendido saggio di Bruno Cartosio, docente universitario che ci trasporta dalla Chicago del 1893 indietro fino alle prime spedizioni dei trappers a inizio Ottocento e poi avanti di nuovo fino alle storie di Billy the Kid e Buffalo Bill, la letteratura popolare (i cosiddetti dime novels) e l'eredità di una narrazione della frontiera che - sappiamo - non si è affatto esaurita. Il piacere della conoscenza è valso a questo testo ben cinque bandierine!

  • Il grande cielo 🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸 | Stesso bottino che è spettato a questo epico romanzo, anche se per altre ragioni. A.B. Guthrie ha scritto uno dei più grandi capolavori del mito western: intorno alla metà dell'Ottocento c'erano uomini - non erano ancora cowboy, venivano chiamati mountain men - che andavano verso Ovest sì per cacciare castori e bisonti, sì per aprire piste che poi intere carovane di americani avrebbero percorso, sì per mappare un territorio selvaggio e riferirne a chi stava a Est, ma soprattutto questi uomini andavano a Ovest per inseguire e onorare la libertà e il confronto con la natura infinita.