I libri di novembre 2018

Una confessione, così, all’inizio della consueta rassegna di fine mese: non è da molto tempo che mi sono liberata di certe sovrastrutture mentali. Per lungo tempo le mie letture sono state inclini a un certo grado di uniformità letteraria e di genere (diciamo, letture “di livello” e tendenzialmente narrativa). È stato solo grazie alla frequentazione sempre più assidua degli Stati Uniti che ho fatto detonare questa inclinazione: era iniziato tutto con la Pop Revolution (ricordate?), poi il piacere della lettura, infine la leggerezza del pop quotidiano.

Negli ultimi anni quel grado di uniformità letteraria e di genere si è spalancato in una molteplicità di storie diverse, ha incluso un dato fondamentale, la leggerezza, e ha superato le barriere di genere.

Oggi vedere questi titoli messi uno vicino all’altro mi fa sentire molto libera. Se guardate bene c’è tutto: poesia, romanzo, graphic novel, racconti, diario, fotografia, musica, hard boiled, pop. Avrei voluto che ci fosse ancora di più, a dire il vero, ma novembre è stato un mese pieno di vita propria.. anzi, pieno di storie proprie!

Buona lettura.

  1. Morire in piedi 🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸 | Sei storie, ognuna disegnata con un tratto diverso ma sempre dalla stessa matita, di sei personaggi chiusi dentro vite miserabili. Sembrano i racconti di Carver in forma di vignette, una meraviglia dietro l’altra. Uno, in particolare, mi è piaciuto moltissimo: sono solo 8 pagine, una madre che scrive alla figlia usando la seconda persona singolare, ricorda un viaggio che fecero insieme in aereo dal Giappone a Los Angeles. Si legge, si sente la sua voce ma nelle vignette non compaiono mai, né lei né la figlia. Compare solo quello che le circonda. Molto toccante.

  2. Things that Happened Before the Earthquake 🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸 | La storia di Eugenia, ragazzina di 15 anni, e la sua famiglia, trasferitisi da Roma nella Valley – una delle zone più disgraziate di Los Angeles – in cerca di un sogno da grande schermo. È un romanzo che rispecchia la migliore narrazione losangelina: cercare un riparo dal vuoto che sta sotto tutto quel sole così luminoso eppure così disturbante. Ne ho parlato qui.

  3. The Rose that Grew from Concrete 🇺🇸🇺🇸🇺🇸 | Avete presente il leggendario rapper Tupac? Ha scritto un libro di poesie. Un libro che non avrei mai scelto da sola ma che per fortuite circostanze è finito sul mio comodino mentre ero a Los Angeles. I temi sono piuttosto ordinari: amore, solitudine, coppia, vita. Però quella nota di dolcezza delle sue parole ogni tanto la sento risuonare ancora nella mia testa.

  4. Intuizioni 🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸 | Ormai è chiaro a tutti noi che Alexandra Kleeman sia una matta! Non volevo dirlo esplicitamente nel podcast, ma qui mi prendo questa libertà. L’ultimo suo libro è una raccolta di racconti in cui lo sguardo sul corpo femminile si accorda a una certa inquietudine di fondo, in cui i passi verso i luoghi sicuri della nostra vita producono vibrazioni distopiche, in cui infine ogni nuvola, nome, oggetto sembra perdere il supporto della scienza e sconfina nella fantasia.

  5. Fightey-Town 🇺🇸🇺🇸🇺🇸 | La verità è che questo libro non l’ho letto ma ho conosciuto casualmente l’autore in un supermercato di Venice e il nostro incontro è stato talmente “da film” che alla fine questa storia è diventata LA storia del mese. Lui me l’ha presentata così: “Ho scritto un libro su tutte le risse in cui sono stato coinvolto nei locali di Los Angeles”. Ah, ok.

  6. LAPD ’53 🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸 | Visto che questo mese – anzi, quest’autunno – è stato totalmente condizionato dalla mia permanenza a Los Angeles, non potevo non rendere omaggio allo scrittore che per me (e per mezzo mondo) rappresenta questa città più di tutti gli altri: James Ellroy. Questo è un libro fotografico che racconta il Los Angeles Police Department nell’annus horribilis del 1953: Ellroy commenta le immagini e racconta gli episodi a cui sono legate, rendendo così omaggio alla sua primaria fonte d’ispirazione creativa – il crimine nella Città degli Angeli – e alla lotta che alberga in ogni sua storia tra il bene e il male, tra chi dovrebbe incarnare la giustizia e chi invece la macchia di sangue.

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