Il meglio di stagione: i libri dell’estate 2020

Sconfitto quello strano blocco del lettore che aveva caratterizzato la mia quarantena, quest'estate sono riuscita a leggere molti dei libri che avevo messo nella lista dei desideri: alcuni non sono in questa rassegna, però. A uno - il romanzo americano del momento - ho voluto dedicare un'intera recensione sul blog, mentre a un altro - che mi è piaciuto poco - una mini-recensione sul mio Instagram. Un altro ancora si è meritato una puntata dei #McLibri mentre un romanzo lo lascio silente perché è nel programma del prossimo corso e non voglio rovinare la sorpresa.


Insomma, cosa trovate qui oggi?

Qui oggi trovate 2 libri che raccontano un'America molto attuale, anche se in forme e geografie che sembrano opposte; un testo di nonfiction che si distingue da tutto quello letto finora sul paesaggio americano (il deserto, in particolare); un romanzo su rotaia e il libro di un'autrice italiana che ha scelto di raccontare una delle storie americane più iconiche della contemporaneità. Quella con cui comincia questa rassegna.


Buon viaggio!

  • Non sarò mai la brava moglie di nessuno 🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸 | La mattina del primo maggio 1947, la giovane Evelyn McHale sale sulla terrazza panoramica dell'Empire State Building e si suicida. Vola dall'ottantaseiesimo piano dell'edificio allora più famoso d'America e cade su una limousine nera in una posa stupenda. Sì, una posa di una bellezza struggente ed elegante, che un fotografo immortala fortuitamente quella mattina di primavera e che oggi, in un'epoca completamente nuova, Nadia Busato - scrittrice nostrana - rievoca in questo romanzo altrettanto poetico. La vita e la morte della giovane, infatti, sono raccontate dall'alternarsi dei punti di vista di chi le stava intorno: se molto si scopre di lei, altrettanto si scopre dell'America del tempo. Su tutti spiccano il capitolo sulla vita di redazione al Time, il magazine che pubblicò la foto, e quello sullo studente di fotografia che con il suo scatto segnò un'epoca, Robert Wiles.

  • Antropologia del turchese 🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸 | Quello di Ellen Meloy è un libro come non ne abbiamo mai letti: immerso nei colori e negli elementi dei deserti americani con il coinvolgimento sensoriale che solo una scrittrice e un'avventuriera come lei poteva avere, ogni parola di questo libro, ogni dettaglio dei paesaggi descritti, ogni pagina del suo diario ci dona un senso di armonia e urgenza davvero inedito. È come scoprire il legame ancestrale con la natura per la prima volta. E non che sia sempre facile, sia chiaro. Il bello della scrittura di Ellen Meloy si assapora poco alla volta.

  • Siamo riflessi di luce 🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸 | Tutto d'un fiato, invece, va letto questo libro così peculiare e ingenuo (inteso nel senso migliore del termine)! È la storia di un ragazzino che si imbarca sul California Zephyr, il treno leggendario dell'Amtrak che collega San Francisco a Chicago, alla ricerca di suo nonno, uno scrittore hippy (forse beat?) che pare aver lasciato dietro di sé misteri tanto letterari quanto politici e amorosi. Inutile sottolineare quanta America scorre dai quei finestrini!

  • Hillbilly Elegy 🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸 | Nella versione americana l'incipit di questo memoir è anticipato da ben 8 pagine di blurb, quelle frasette di encomio scritte da personaggi famosi o da giornali importanti. 8 pagine! Il motivo risiede nel fatto che, quando uscì nel 2016, questo testo diede risposta a molto del mistero che avvolgeva l'elezione di Trump. O, meglio, che avvolgeva l'improvvisa comparsa di un elettorato così vasto e sino ad allora silente. L'autore racconta, infatti, la sua vita a cavallo di due stati - l'Ohio e il Kentucky - profondamente colpiti dalla deindustrializzazione e dalla crisi del 2008. Racconta i (dis)valori delle famiglie cosiddette hillbilly, la loro estrazione proletaria, le frustrazioni e le tradizioni, la sete di rivendicazione unita a un diffuso atteggiamento perdente o comunque ben poco intraprendente, il codice morale molto conservatore, i sogni traditi. È una narrazione più interessante che avvincente, però è vero che dà molte risposte.

  • Destinazione America 🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸 | Sarebbe errato pensare che l'elettorato di Trump si risolva così: una buona parte delle persone che lo votarono nel 2016 arrivava anche dagli ambienti finanziari di Wall Street. Ce lo racconta con una bella verve il protagonista del romanzo di Gary Shteyngart, un uomo di mezza età che appartiene proprio a quell'ambiente ma che, in seguito a una lite sanguinosa con la moglie e la tata del figlio, decide di allontanarsene e di tuffarsi in quello che forse è l'esatto contrario. Un viaggio on the road a bordo dei leggendari (e puzzolenti) autobus Greyhound, da dove scoprirà un'America molto più povera, più nera, più onesta e più romantica. Fino a prova contraria.