Il meglio di stagione: i libri della primavera 2020

Per molti di noi questa primavera è stata una costante e avida ricerca di "altrove". In cui rifugiarsi, in cui viaggiare, in cui distrarsi. Per altri, invece, è stata un vortice già troppo pieno di storie personali per aggiungervi anche quelle della finzione. Numerose sono state le voci di lettori abituali che quasi non volevano arrendersi a questa sete di silenzio letterario; altrettanto numerose sono state quelle di chi voleva mettere a tacere il tempo della realtà usando quello contenuto nelle storie.


E non è ancora finita, da quel che vedo e vivo. Io sono riuscita a leggere pochissimo durante la primavera e questa strana e fastidiosa incapacità di abbandonarmi alla finzione dura ancora adesso. Sarà per questo, forse, che la maggior parte dei libri che mi hanno fatto compagnia ha le caratteristiche della nonfiction: reportage, diari, viaggi. Sarà per questo, ancora, che 4 libri su 5 in questa rassegna hanno l'America nel titolo: credo volesse farsi sentire più forte che mai.


  • Little America 🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸 | Ritratti e storie di immigrati che hanno scelto gli Stati Uniti come approdo di vita. Seguendo quello spirito che ha reso l'America la casa di chi vuole cambiare vita sin dalla sua fondazione ma andando incontro, tuttavia, a esiti non sempre felici. Il libro fotografico completa il progetto Little America che ho già raccontato qui (prima è stato un servizio giornalistico e poi una serie tv) e rappresenta una gemma nella narrazione contemporanea. Da tenere a mente quando qualcuno chiede: ma quindi cos'è l'America?

  • In America 🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸| È sicuramente partito dalla stessa domanda il giornalista olandese Geert Mak che, nel 2010, ha ripercorso il lungo viaggio americano di John Steinbeck del 1960. Un viaggio che era già partito come una vera e propria ricerca e che, 50 anni dopo, diventa un vero e proprio metodo di studio: Mak, infatti, segue le tappe di Steinbeck non per emularle quanto per capirle. Questo testo diventa quindi un valido e avvincente aiuto per tutti i lettori che vogliono conoscere la storia e la società degli Stati Uniti senza studiarle sui manuali: si parla di urbanistica, Dichiarazione di Indipendenza, nativi, segregazione razziale, produzione agricola, eccezionalismo, letteratura e gentrification. Tra gli altri.

  • Un ottimista in America 🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸 | Un viaggio simile fu compiuto dal nostro Italo Calvino proprio negli stessi anni di John Steinbeck, tra il 1959 e il 1960. Il suo diario è interessantissimo! Non solo perché ci porta a conoscere New York, Chicago, Detroit, Los Angeles, New Orleans e le persone che abitano queste città, ma soprattutto perché racconta la cultura che sovrasta il suo sguardo, una cultura molto europeista, che guarda sempre all'Unione Sovietica come termine di paragone e che, per quanto aperta e acuta, svela pregiudizi e stereotipi piuttosto inaspettati.

  • Heartbreaker 🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸| La scrittrice canadese Claudia Dey ha scritto un romanzo che è un'orbita oscura e molto pop in cui vengono attratte sparizioni, villaggi fantascientifici, cani, tute mimetiche e relazioni più o meno clandestine. Il tutto vissuto da una ragazza di 15 anni di nome Pony, scandito da una colonna sonora inconfondibile (siamo nel 1985) e accompagnato da un freddo che solo l'autunno canadese può infliggere: è da qui, infatti, che arriva questa storia d'amore.

  • Questa America 🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸| Di amore ce n'è tanto anche a Roma, piccola cittadina del Kentucky dove si ambientano i lunghi racconti di Holly Goddard Jones. Solo che questo amore spesso marcisce o fa del male o viene ostacolato a tal punto da trasformarsi nel suo opposto. Queste sono le storie che raccontano le poltrone sgualcite, i portici crepati, i pick up sverniciati, i diner modesti, i campi da football scolastici, i soggiorni disadorni, le vite disilluse di una gran parte di Americani. Quella vita di provincia che, a discapito di una certa romanticizzazione letteraria, non conosce né letizia né bucolica armonia.